| RASSEGNA STAMPA | |
| Cincinnati Enquirer (USA) - 08/10/2007 - Janelle Gelfand | |
| A volte un artista appare dal nulla e suona in un modo così superbo che inaspettatamente ti sconvolge. Questo è il caso di venerdì sera, quando il violoncellista italiano Enrico Dindo era di scena sul palco della Cincinnati Symphony Orchestra ed ha fatto rimanere a bocca aperta con il Concerto per violoncello in Do maggiore di Haydn. ... Mentre suonava, prima Haydn e poi “Adagio e Variazioni” di Respighi, il suo viso era espressivo come la sua musica: entrambi comunicavano gioia pura e assoluta. Se solo tutti i musicisti comunicassero con il cuore e con l’anima! Nel Concerto in Do maggiore di Haydn, si rimaneva colpiti immediatamente dalla facilità, dalla bellezza e dalla leggerezza del suo modo di suonare. Ha suonato le scale tutto d’un fiato, come dei glissando, e i virtuosismi apparivano suonati senza nessuno sforzo. Il suono era estremamente preciso, ma il suo fraseggio sorrideva con affetto. Il movimento lento era lirico e profondamente interiore, con una cadenza sfavillante. Il finale era un’impresa di velocità e spontaneità che toglievano il fiato, senza mai però sacrificare lo stile classico. ... “Adagio e variazioni” di Respighi, anch’esso una prima esecuzione dell’orchestra, ha offerto l’opportunità di sentire Dindo che proietta un suono più pieno e una linea magnificamente ombreggiata e scorrevole. Questo brano è molto più fantasioso del tema con variazioni, con un bel assolo di corno inglese (suonato molto bene da Christopher Philpotts) e arpeggi per l’arpa. Qua il violoncellista ha scelto un gran vibrato per un suono specialmente profondo. E’ stato uno dei pezzi più incantevoli che avessi mai sentito. Haydn - Celloconcerto in Do maggiore/Respighi - Adagio con variazioni Cincinnati Symphony Orchestra William Eddins, direttore |
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| Malaga hoy (Spain) - 19/06/2007 - Fernando Gamez | |
| Enrico Dindo ha conquistato il pubblico dei più scettici. Sicuro, passionale, estroverso, comunicativo grazie anche a una tecnica efficientissima basata su un'intonazione perfetta in tutti i registri. Sostakovic - Celloconcerto n° 1 Orquesta Filarmonica de Malaga Aldo Ceccato, direttore |
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| La Repubblica - 20/05/2007 - r.i. | |
| ...Opera di raffinata concezione, di gusto quasi cameristico nel trattamento dell'orchestra con una scrittura solistica sospesa in un delicato intimismo non distaccato da un elegante senso di ironia. Elementi tutti straordinariamente presenti nella lettura di Enrico Dindo: intonazione perfetta, un'ampia gamma di sonorità, fraseggio composto, una esecuzione essenziale ed impeccabile. Sostakovic-Concerto n°2 op. 126 Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova Karen Durgaryan, direttore |
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| La Gazzetta di Modena - 25/03/2007 - Claudia Paparella | |
| ...Tutt’altra musica per quell’autentica disinvolta sofisticazione del Concerto per violoncello e orchestra in si minore op. 104 di Dvorak in cui il pubblico si è raccolto, con silenzio estasiato, attorno ad uno dei migliori violoncellisti dei nostri tempi. La cantabilità emozionante, la cavata piena eppure elegantissima alleggerita con suprema maestria, l’energia inestricabile dal pathos, il virtuosismo sorprendente e mai istrionico di Enrico Dindo sono punto di riferimento, come il calore del suo personalissimo timbro e la competenza tecnica assoluta eppure considerata solo uno strumento da offrire con dedizione all’impeccabile cura della frase. E per alcuni istanti, per suo tramite, anche l’orchestra si è volenterosamente innalzata a ben altri piani interpretativi, accomunandosi al pubblico per la meritata ovazione e riceverne in ricompensa il magnetismo vellutato della Sarabanda in sol maggiore di Bach. Dvorak - Concerto in Si minore op. 104 Janacek Philarmonic Orchestra Theodore Kuchar, direttore |
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| La Gazzetta di Reggio - 03/12/2006 - Giulia Bassi | |
| Il concerto si apre con l’Ouverture-Fantasia dal Romeo e Giulietta e le terribili (tecnicamente) Variazioni Rococò il cui violoncello solista, Enrico Dindo interpreta con magistrale bravura, suono rotondo ed una encomiabile generosità tanto da guadagnarsi un lungo e caloroso plauso da parte del pubblico al quale ha offerto un bis bachiano che Dindo dedica a Franco Rossi «la voce di violoncello più bella storia della musica», scomparso qualche giorno fa. ...Un interprete vero, una personalità forte quella di Dindo che si incontra con quella di Gatti un altro musicista ricco di idee definite anche radicali a volte, ma interessanti, e insieme vivificano di tanti colori il brano. Ciaikovsky - Variazioni Rococò Orchestra del Teatro Comunale di Bologna Daniele Gatti, direttore |
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| La Stampa - 12/11/2006 - Paolo Gallarati | |
| Un bel modo di affermare la cantabilità del violoncello, la sua personalità affettuosa, in contrapposizione con l'idea di farne un personaggio sinfonico, aggressivo, e istrionico... Così, ascoltare il concerto di Dvorak è stato un piacere.... ...Dindo non perdeva occasione per raccogliere il canto, stirarlo in frasi di struggente intensità, ombreggiarlo nel chiaroscuro di una cavata leggera, non troppo sonora, ma ricca di poesia. Dvorak - Concerto in Si minore op. 104 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Dimitrij Kitaenko, direttore |
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| The Globe and Mail (Toronto-Canada) - 20/02/2006 - Ken Winters | |
| ...Quando il 41enne Violoncellista italiano Enrico Dindo ha finito la sua fenomenale interpretazione del Primo Concerto per Violoncello il pubblico, specialmente i giovani della balconata, ha esultato gridando “bravo”. Ed a ragione anche. ...Dindo, un violoncellista la cui fama non è ancora alle stelle da questa parte dell’Atlantico, merita di essere annoverato fra i migliori. Egli è allo stesso tempo audace e raffinato, vigoroso e delicato. Ha colmato il concerto con un’appassionante perfezione. ...Il concerto, chiaramente, non ha avuto segreti per Dindo, che ha suonato mettendo in pieno risalto la tagliente ironia del lavoro, così come gli incanti puramente musicali. Sostakovic - Celloconcerto n°1 op. 107 Toronto Symphony Orchestra Peter Oundjian, direttore |
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| Il Giornale - 20/01/2006 - Elsa Airoldi | |
| ... La serata ruota tutta attorno al cello di Enrico Dindo. Uno strumentista che conosciamo e del quale non possiamo che ribadire in toto l'assoluta eccellenza..... Sostakovic Concerto per violoncello n° 2 op. 126 Orchestra Sinfonica di Milano "G. Verdi" Junichi Hirokami, direttore |
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| La Stampa - 07/06/2004 - P. Gallarati | |
| ...con un suono dolce, fluido e un'adesione completa alla doppia natura del bellissimo concerto: brillantezza virtuosistica e intimità romantica. La dolcezza del secondo movimento, ad esempio, era da antologia. E il finale in pianissimo, sfumato a poco a poco, ha scatenato applausi fragorosi. Dvorak - Concerto per violoncello op. 104 Orchestra Nazionale della Rai Franck Shipway, cond. |
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| La Stampa - 27/10/2003 - P.Gallarati | |
| …Enrico Dindo tra i quattro o cinque violoncellisti migliori del mondo occupa un posto a sé, per spiccata individualità dello stile e qualità del suono. Dindo ha un gusto raffinato, una cavata elegantissima, un suono filante come morbida seta. …Per lui la vita del suono è atmosferica, leonardesca: ama lo sfumato, la morbidezza, l'agilità trasvolante e leggera, la cantabilità espansa ma senza enfasi.. ascoltarlo nella "Sinfonia Concertante" è stata un'avventura… …Inutile dire che Dindo è stato fantasmagorico. Prokofiev - Sinfonia Concertante op. 125 Orchestra Nazionale della Rai Alexander Lazarev, cond |
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| L'Arena - 03/03/2003 - C. Galla | |
| …..Enrico Dindo, un violoncellista che non rinuncia mai alla forza espressiva del suono, e che in questo Schumann trova in particolare una cifra espressiva di straordinaria misura e intensità: nel colore e nel calore del suo bellissimo timbro non c'è traccia di affettazione sentimentale esasperata, ma brilla una vena poetica intima ed elegante, di rarefatta e patetica poesia, che il fraseggio delinea con partecipazione vibrante e precisa. E anche quando, alla fine, le ragioni del virtuosismo sembrano prevalere nel dettato schumanniano, Dindo, pur cesellando ogni agilità con impeccabile precisione, conserva nel suo approccio interpretativo una misura esemplare, frutto di una consapevolezza stilistica davvero autorevole. Schumann - Concerto per violoncello Orchestra dell'Arena di Verona Hubert Soudant, cond |
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| Il Tempo - 20/10/2002 - R. Bonvicini | |
| Ha gareggiato con i grandi in cavata morbida, sicura e flessuosa, capace di comunicare al pubblico rare emozioni di "pianissimo" terso e vellutato, alternato ad arcate solide di bassi vigorosi, a canto intensamente spiegato, al piacere di volatine supersoniche di presa mirabolante sugli ascoltatori. Dvorak - Concerto per violoncello op. 104 Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia Myung-Whun Chung, cond |
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| Il Resto dal Carlino - 08/02/2001 - A. Cavicchi | |
| "Interpretare la Sinfonia Concertante di Prokofiev richiede bravura, musicalità e intelligenza interpretativa. In questa impresa Enrico Dindo ha raggiunto la perfezione: la sua "cavata", sorprendente e suggestiva, ha connotato con esattezza la cantabilità alla russa ed il suo virtuosismo ha reso con scioltezza gli artifici quasi paganiniani di una polifonia piena di inventiva e di imprevedibili risorse." Prokofiev - Sinfonia Concertante op. 125 Orchestra del Teatro Marijnsky di San Pietroburgo Valery Gergev, cond |
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| La Nazione - 08/02/2000 - G. Rossi | |
| "...prova straripante di Enrico Dindo. Bellezza del suono e lucido controllo tecnico, ma anche un'intensità e una mobilità di fraseggio capaci di restituire il percorso del singolare capolavoro con la tensione di un ardente monologo." Schumann - Concerto per violoncello Orchestra della Toscana Paul Goodwin, cond |
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| Chicago Tribune (USA) - 11/06/1999 - John von Rhein | |
| "La sua mano sinistra ha attraversato la tastiera con straordinaria accuratezza ed il suo arco si è mosso tra le corde con reale virilità poetica. Rostropovic e la Chicago Symphony Orchestra gli hanno accordato un pieno caloroso supporto." Schumann - Concerto per violoncello Chicago Symphony Orchestra Mstislav Rostropovic, cond |
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| Il Corriere della Sera - 17/11/1998 - F. M. Colombo | |
| "...ha eseguito il Concerto n° 1 di Sostakovic con un carisma da grande solista e una musicalità straordinaria: ciò che Wagner definì il precetto dell'interprertazione, "spremere il suono fino all'ultima goccia di sangue", qui si manifestava in pienezza. Sostakovic - Concerto per violoncello n°1 op. 107 Orchestra Filarmonica della Scala Riccardo Muti, cond |
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